Caserta, manette per un sacerdote esorcista. Dovrà rispondere anche di violenza sessuale

Arrestato ieri don Michele Barone, #prete di Casapesenna, esorcista violento e aduso a pratiche sessuali purificatorie.

Orologi

Non sarà stato certo frutto di una illuminazione divina il ‘modus operandi’ di don Michele Barone, sacerdote discutibile di Casapesenna, piccolo centro nei pressi di Aversa, che curava con l’esorcismo una ragazzina di 14 anni, con problemi psichici.

Don Michele Barone

Il sacerdote era  probabilmente ignaro della reale pratica dell’#esorcismo, che prevede un consulto con uno psichiatra prima di procedere, al fine di verificare lo stato mentale dell’ipotetico indemoniato. E, senza avere alcuna autorizzazione dalla Diocesi di Aversa, cedendo alle pressioni dei genitori della 14enne, curava secondo una sua ‘terapia’ la giovane.

Ma il 42enne ‘uomo di dio’ forse ispirato da qualche demone, impossessatosi di lui, avrebbe anche praticato altri esorcismi, ovviamente sempre su donne, abusando di loro sessualmente. Le costringeva infatti a spogliarsi e a dormire nello stesso #letto, insieme con la sua amante. Qui probabilmente avrebbero potuto ambire a qualche influenza salvifica o purificatrice.

Ma la fantasia perversa del #prete, degna della migliore cinematografia, si scatenava di fronte alle sue vittime, che percuoteva violentemente, oltre a ingiuriarle e minacciarle, per poi palpeggiarle in zone erogene.

E, come se non bastasse, convinceva le malcapitate a sospendere ogni trattamento farmacologico. Inoltre interveniva anche sulla loro alimentazione, obbligandole a nutrirsi solo con flebo di glucosio o con latte e biscotti. Insomma un vero processo di purificazione!

Ma il diavolo è il peggiore nemico di chi lo combatte e la verità, o almeno parte di essa, è venuta a galla grazie a un servizio televisivo delle Iene, nel quale Nicoletta, sorella della 14enne, aveva raccontato di come don Michele esorcizzasse la sorellina.

Così, ieri mattina, dopo accurate indagini, sono scattate le manette per il violento prete, già sospeso per un anno dalla Diocesi di Aversa. La Squadra Mobile della Questura di Caserta, su disposizione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Maria Antonietta Troncone, ha eseguito un’ordinanza di custodia in carcere, emessa dal GIP dello stesso Tribunale. Dovrà rispondere di vari reati, tra cui anche quello di percosse e violenze sessuali.

Ai genitori della 14enne, Cesare Tramontano e la moglie, Lorenza Carangelo, sono stati invece riservati i domiciliari. Qui, nel loro ritiro forzato all’interno delle  mura domestiche, avranno modo e tempo ( almeno ci si augura) di riflettere o documentarsi sulle superstizioni del lontano Medio Evo.

E chi sa che qualche Santo o Arcangelo non intervenga personalmente a ispirarli nel loro ruolo genitoriale.

#IrmaSaracino

Irma, ragazza di 93 anni, in partenza per il Kenya

Una nonna vicentina, di appena 93 anni, decide di dare un senso alla sua vita partendo per il Kenya.

Orologi

Sguardo fiero e determinato. Cipiglio da ‘guerriera della vita’, trolley rosso, trascinato con sicurezza e (unica traccia della sua non giovane età) un bastone, a cui appoggiarsi nel cammino della sua vita.

Questa è #Irma, impavida nonna vicentina, divenuta, grazie alla nipote, star indiscussa e celebrata dei social.

Irma

Una vita non facile alle spalle e un futuro ancora tutto da vivere, #Irma è partita, alla volta di una nazione così lontana dai nostri costumi e dalla nostra identità, per vivere aiutando gli altri per vivere, anche solo un giorno, comprendendo l’essenza della vita, che è quella di donare. Donare un’affettività che spesso  è negata o sottratta, donare per ‘vivere e non per sopravvivere’, come dice anche la nipote: Elisa Coltro.

Irma vive a Noventana Vicentina. E’ rimasta vedova a 26 anni, con tre figli e poi ha perso una figlia.

Mia nonna ha sempre amato la vita e non si è mai fermata davanti a niente. Ha dedicato la sua esistenza alla famiglia e ad aiutare chi le stava vicino – racconta Elisa – Per me è sempre stata un esempio”.

Questo è il post pubblicato da Elisa su Fb che, in poco tempo, ha reso celebre la sua straordinaria nonna. Su esso si legge:

“Questa è la mia nonna Irma, una giovanotta di 93 anni, che stanotte è partita per il Kenya. Non in un villaggio turistico, servita e riverita, ma per andare in un villaggio di bambini, in un orfanotrofio. Ve la mostro perché credo che tutti noi dovremmo conservare sempre un pizzico di incoscienza per vivere e non per sopravvivere. Guardatela… ma chi la ferma? Io la amo”.

La decisione di Irma è maturata nel tempo, grazie alla frequentazione di una coppia vicentina che da anni va in Kenya per un mese all’anno. Lei si occupa dei bambini e lui fa piccoli lavoretti di manutenzione in un orfanotrofio fondato da un missionario vicentino, giovane come mia nonna.

‘ Da quando mia nonna li ha conosciuti- racconta Elisa- li aiuta come può, ma quest’anno ha deciso che non bastavano delle offerte, voleva rendersi utile e ha detto a mia madre: ‘Andiamo in Kenya. Anzi, io vado, se mi accompagni sono contenta’. Alla fine sono partite tutte e due. Sono incredibili. E rimarranno lì tre settimane’.

Il racconto di Elisa è coinvolgente e molto intenso emotivamente e, alla fine, la nipote di questa incredibile nonna, quasi parlasse a se stessa, soggiunge:

“O forse mia nonna alla fine decide di rimanere in Kenya e non torna più, è tutto possibile, conoscendo il suo gran cuore e la sua energia”.

 

#IrmaSaracino

Usa, un miliardario singolare si finge senzatetto e..

Straordinaria performance di un miliardario americano che, indossati i panni di un clochard, lascia di stucco un cameriere.

Non si può dire che manchino l’ironia e una notevole dose di trasgressività a Coby Persin, 23enne #miliardario statunitense, aduso a ‘sondaggi’ sociali alternativi.

Esperto youtuber, nonchè attento ai comportamenti e alle reazioni ‘umane’, questa volta il giovane Coby ha voluto testare il personale di un ristorante in Florida, patria dei forti contrasti sociali, in cui il lusso più sfarzoso si contrappone alla miseria più nera. E il ‘dio denaro’ domina incontrastato il palcoscenico di una mondanità sfacciatamente emarginante.

Coby Persin, dopo aver indossato i panni di un senzatetto, si è presentato dinanzi a un cameriere di un prestigioso ristorante della zona, chiedendo di poter mangiare nel locale.

Il #miliardario, con incredibile nonchalance, malgrado fosse gravato sulle spalle da un ingombrante sacco per i rifiuti, ha rinnovato la sua richiesta al dipendente del lussuoso ristorante. Ma questi, con toni sbrigativi e non certo incoraggianti, gli ha fatto rilevare che non era il locale adatto a lui e lo ha cacciato.

A questo punto, la scena che ha sublimato l’esperimento di Coby!

Allontanatosi di poco dal luogo del movimentato dialogo, ha estratto il cellulare, facendo una telefonata.

Dopo pochi minuti è sopraggiunta una lussuosa #Cadillac bianca, che si è fermata nei pressi.

Da essa è sceso un autista che ha consegnato all’originale clochard una valigetta.

E qui viene il bello!

Il giovane miliardario ha mostrato il contenuto della valigetta allo sbalordito cameriere. La valigia era colma di denaro.

Dopo il sermone di rito, Coby, che non ha ovviamente accettato l’invito del cameriere ad accomodarsi, si è allontanato, salendo sulla sua auto.

Che le apparenze ingannino?

#IrmaSaracino

Rapina alla Woody Allen a Torino, ma non è una finzione

Scena da film in una banca di Torino. Un uomo, dopo aver litigato col cassiere, ha tentato una #rapina, dandosi alla fuga, ma è stato subito fermato dalla polizia.

Orologi

Per gli amanti della comicità  grottesca di Woody Allen arriva da Torino una notizia che non può passare inosservata e che fa riflettere sui numerosi aspetti della vicenda.

Una vicenda che può far sorridere, ma che la dice lunga sull’inefficienza dei nostri sistemi bancari e sull’arroganza di molti dipendenti.

Tutto ha avuto inizio lunedì scorso, quando un uomo, di origine marocchina, si è recato nella filiale della Banca Regionale Europea, in corso Inghilterra a Torino e ha chiesto 300 euro, somma pari all’importo di un assegno da lui versato.

L’impiegato gli ha risposto che i soldi non erano ancora stati contabilizzati e che il suo conto era vuoto. Il correntista, educatamente, ha salutato e se n’è andato.

Ma la situazione è precipitata questa mattina, quando, intorno alle nove, il protagonista di questa storia è tornato in banca.

Ha di nuovo chiesto, allo stesso impiegato, i 300 euro, ma anche oggi la somma, stranamente,  non era arrivata sul conto. E qui ha avuto inizio una scena degna della cinematografia di Woody Allen.

Un’incontenibile ira ha sconvolto la mente dell’uomo che, nell’impossibilità di riscuotere legittimamente i suoi #soldi, ha preso per il bavero l’impiegato, urlando. Poi, per concludere in bellezza, ha tirato fuori dalla tasca un coltello e lo ha minacciato.

Allungando la mano, ha poi cercato di prendere i soldi dal cassetto e anche il cellulare del dipendente della banca. Dramma della disperazione quindi?

La situazione è degenerata, ne è  nata infatti una colluttazione e il maldestro rapinatore si è dato alla #fuga ( a piedi ovviamente) e   senza aver rubato nulla.

‘Prendi i soldi e scappa’

Dopo aver percorso un breve tragitto, è stato fermato, in corso Francia, dagli agenti della Mobile, chiamati dalla banca.

Dovrà rispondere di tentata rapina

#IrmaSaracino

Attentato in una chiesa in Russia. #Isis rivendica

Nella regione caucasica del #Daghestan un uomo, armato di un fucile da caccia, ha ucciso in nome di Allah. 5 i morti

Orologi

Una domenica come tante, quella di ieri, nella fredda e pericolosa regione caucasica del #Daghestan, Una domenica di preghiera in una delle chiese ortodosse di  Kizlyar, città di questa regione a prevalenza musulmana, in cui il terrorismo è endemico e si traveste di religiosità per legittimare azioni malavitose.

Un uomo del posto, poco più che ventenne, si è tranquillamente avviato a piedi, armato di tutto punto,  verso una chiesa ortodossa della città, dove i fedeli stavano celebrano la festività  di Maslenitsa che in Russia, Ucraina e Bielorussia si svolge nella settimana immediatamente precedente la Quaresima e corrisponde al nostro carnevale.

Al grido, ormai tristemente noto,  di ‘ Allah Akbar’ il giovane (secondo la testimonianza del prete presente)  ha fatto irruzione in chiesa e ha cominciato a sparare sui fedeli che si avviavano verso l’uscita, uccidendo 4 donne e ferendone una, poi deceduta in ospedale.

“Tutto si è svolto intorno alle 16,00 di ieri – ha dichiarato poi il prete Pavel  al quotidiano russo Rbk-Avevamo terminato la messa, la gente cominciava a uscire”.

La polizia, prontamente accorsa sul posto, ha aperto un conflitto a fuoco con il killer, uccidendolo. Nello scontro, però, sono rimasti feriti anche due agenti.

Il #Daghestan

Turbolento e ribelle, chiuso in un cieco conservatorismo, che lo ha portato a un’estrema povertà, il Daghestan ha circa tre milioni di abitanti e si trova nel #Caucaso, confinante con la Cecenia, sulla sponda occidentale del Mar Caspio.

Territorio  montuoso e dal clima rigido, ospita una considerevole pluralità di ‘etnie’ ( circa una ventina), prevalentemente di origine caucasica. Tra questi domina  numericamente il gruppo degli àvari, che rappresenta un quarto della popolazione.

La religione più diffusa è quella musulmana, ma non mancano minoranze cristiano-ortodosse.

#Isis

In una realtà sociale così variegata e arretrata economicamente il daesh trova terreno fertile, annoverando un numero crescente di simpatizzanti o di fedeli e il territorio costituisce, così, un pericoloso avamposto della propaganda jihadista.

La violenza e gli attacchi di matrice terroristica rappresentano, in questa turbolenta e pericolosa regione, una costante.

L’attacco di ieri, quindi, che ha insanguinato un luogo sacro, non è che un tassello del mosaico del terrore.

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 L’Isis, tramite la sua agenzia Amaq, ha infatti prontamente rivendicato l’azione di ieri. E, con i soliti toni trionfalistici, ha dichiarato:

“Un soldato dell’Islam, Khalil Daghestani, ha attaccato una chiesa nella città di Kizlyar”,

Lo spettro dell’#Isis torna a incombere e la sua voce echeggia nel vento gelido del #Caucaso.
#IrmaSaracino

Le shoccanti dichiarazioni di un uomo che è stato nel futuro

Pubblicato un video, divenuto virale, in cui un anziano signore dichiara di essere stato nel 2118, in missione segreta per la CIA.

Orologi

Chi di noi non ha mai desiderato viaggiare al di là del tempo, sconfiggendo quel limite che tormenta l’uomo da sempre, che lo pone di fronte all’amara realtà della fine?

Il tempo, nostro nemico, ci ha sempre accompagnato nelle delimitazioni della nostra quotidianità, spesso ancorata a una routine banale e priva di emozioni, inserita in una dimensione spaziale, talvolta stretta, limitata.

E allora è scattata la voglia di volare, di superare i confini dello spazio e del tempo, fino a travalicare questa nostra dimensione e proiettarci in un futuro ignoto e pieno di interrogativi.

E’ quanto è successo a un anziano signore statunitense, Alexander Smith, che in un video ( subito divenuto virale) ha affermato: “”Ho visitato l’anno 2118 come parte di una missione top secret della Cia. Per quanto ne so, è stata una delle prime volte in cui il viaggio nel #tempo è stato completato con successo. Sono andato nel #futuro e poi son ritornato di nuovo al passato. Tutto questo è accaduto nell’anno 1981″

 

Il protagonista della vicenda

Ma nel video l’uomo non chiarisce come sia entrato in contatto con la #CIA e quale sia stato lo scopo reale della missione. Esibisce però una foto, da lui scattata nel corso dell’impresa, senza rivelare il nome della località. La fotografia sfocata sembrava mostrare una fila di edifici enormi, verdi e di forma strana.

L’attempato Sig. Smith, inoltre, parla di “molte minacce” alla razza umana e  esorta coloro che vivono sulla terra a combattere il riscaldamento globale, spiegando di non essersi fatto avanti prima perché si nasconde dalla #CIA che lo starebbe cercando ( strano che non l’abbiano ancora trovato!)

Le dichiarazioni del fantasioso signore sono state registrate dal canale statunitense ApexTV, ma hanno fatto il giro del mondo e , per coloro che credono in questo genere di viaggi, sono presenti su youtube. Ovviamente nel settore dedicato al paranormale!

#IrmaSaracino

 

Usa, altra strage scolastica sventata da una nonna

Provvidenziale intervento di una #nonna che, dopo aver letto sul diario del nipote l’agghiacciante progetto, ha chiamato la polizia, scongiurando un’altra #strage all’interno di un edificio scolastico.

Orologi

” Non vedo l’ora di entrare  in quella classe e far saltare le cervella a tutti. Devo ottenere il più alto numero di morti possibile, ho esaminato molte sparatorie/esplosioni di massa e ho imparato dagli errori degli assalitori passati, cosi’ non faro’ gli stessi errori”,  queste le sconvolgenti parole scritte sul proprio diario da uno studente della Aces Higt School di Everett, una città della contea di Snohomish, a nord di Seattle, nello stato di Washington.

Aces Higt School di Everett

Parole che hanno sconvolto la #nonna del giovane che, probabilmente insospettita dalle armi acquistate dal nipote: un fucile semiautomatico e bombe a mano inerti che, come scritto nel suo diario, progettava di attivare riempiendole di polvere esplosiva, ha prontamente chiamato le forze dell’Ordine, scongiurando così un’altra strage all’interno di una scuola. Un eccidio che avrebbe avuto luogo ieri, nello stesso giorno in cui in Florida la morte falcidiava giovani vite.

La polizia, prontamente accorsa, ha riscontrato la credibilità delle minacce e ha provveduto all’arresto del giovane, che in quel momento, armato di un coltello, si trovava proprio a scuola, tra quei compagni che avrebbe voluto ammazzare.

Subito tradotto in carcere, gli sono stati contestati vari capi d’imputazione, tra cui emergono quelli di tentato omicidio e tentata sparatoria in una scuola.

Si è concluso così un San Valentino cruento per l’America, che ha visto ancora una volta protagonisti di gesti inconsulti giovani studenti, purtroppo in possesso di armi.

Students are evacuated by police from Marjorie Stoneman Douglas High School in Parkland, Fla., on Wednesday, Feb. 14, 2018, after a shooter opened fire on the campus. (Mike Stocker/South Florida Sun-Sentinel via AP) [CopyrightNotice: Sun Sentinel 2018]
Giovani, animati da un profondo e cieco odio, espressione estrema di un disagio frutto dell’emarginazione e di parametri educativi discutibili. Un disagio che scuote l’opinione pubblica di tutto il mondo e induce alla riflessione.

Un’onda anomala che investe le nuove generazioni, anche quelle italiane, non certo distintesi positivamente negli ultimi tempi. Un fenomeno di ampia portata quindi e che preoccupa.

E se un tempo la scuola era il fulcro della vita sociale e dell’apprendimento, oggi sempre più, anche in Italia, viene vista da genitori e figli come un fronte, nel quale bisogna combattere per affermare la propria supremazia.

E quanto al sapere, beh quello è un traguardo effimero, riservato a pochi, spesso isolati e derisi dalla massa. Mentre i professori, ormai categoria a rischio, sono sempre più vittime di soprusi e di violenze.

#IrmaSaracino

Aria di disgelo tra Stati Uniti e Corea del Nord

Importanti dichiarazioni rilasciate da #Pence al Washington Post lasciano ben sperare in una soluzione pacifica della crisi con la Corea del Nord

Orologi

Si apre uno spiraglio nei rapporti  tra Corea del Nord e #Usa, uno spiraglio, quasi un tenue barlume che riattizza nei cuori la speranza di una soluzione pacifica della crisi tra le due Nazioni.

Dopo le minacce e le offese degli ultimi tempi tra il dittatore nordcoreano, Kim Jong-un, e l’impetuoso presidente statunitense, Donald Trump, la magia dei #giochi olimpici sembra aver prodotto dei risultati positivi, stemperando gli animi e aprendo il varco alla via del dialogo.

“Gli Stati Uniti sono pronti ad avviare colloqui con la Corea del Nord sul suo programma nucleare, pur continuando a mantenere alta la pressione sul regime di Kim Jong Un”

Questa la dichiarazione, rilasciata dal vicepresidente americano, Mike #Pence, al reporter del Washington Post, Josh Rogin, a bordo dell’aereo che riportava la delegazione #Usa in patria, dopo la cerimonia inaugurale dei giochi olimpici invernali in Corea del Sud.

Pence e la sorella di Kim Jong-un

  Il gelo, che ha caratterizzato i rapporti tra i due Stati, sembra essersi parzialmente stemperato e ciò anche grazie alle pressioni del presidente sudcoreano, Moon Jae-in.

 

«Sono stati compiuti veri progressi in direzione di una nuova apertura diplomatica che potrebbe sfociare in colloqui diretti senza condizioni preliminari tra Washington e Pyongyang», ha dichiarato il giornalista del Wp..  

 

E’ un notevole passo avanti, indubbiamente, ma bisogna sempre guardare con dovuta cautela alle vere intenzioni dell’Imprevedibile dittatore nordcoreano e vedere, soprattutto, se sarà disposto a fare concessioni in merito alla denuclearizzazione del suo Paese.

 

D’altro canto preoccupa anche l’atteggiamento rissoso di Trump, poco incline per sua natura ai colloqui diplomatici e troppo impegnato nella gestione delle polemiche sulla sua presidenza.

 

Pence ha definito questa strategia «massima pressione e impegno al tempo stesso», un vero e importante cambiamento di rotta! 

«La campagna di massima pressione continuerà e si intensificherà», fino a che la Corea del Nord non darà prove tangibili di essere disposta alla denuclearizzazione.

 

Un traguardo auspicabile, ma che, alla luce dei recenti accadimenti, assume più i contorni e le caratteristiche del sogno.

 #IrmaSaracino

 

Bari come Ostia! Aggressione di una giornalista del Tg1

Nel pomeriggio di ieri la giornalista Mariagrazia Mazzola è stata aggredita a #Bari, nel quartiere Libertà, mentre intervistava Monica Leara, la moglie del boss 45enne Lorenzo Caldarola.

Orologi

Doveva essere un’inchiesta  sulle baby gang e sull’educazione dei minori, stando a quanto riferito da alcuni testimoni. Invece si è trasformata in un’#aggressione, che ha avuto per protagoniste due donne: Monica Leara, già nota nel quartiere Libertà di #Bari come moglie del boss Lorenzo Caldarola, affiliato al clan Strisciuglio, e la #giornalista Rai Maria Grazia Mazzola.

Maria Grazia Mazzola

In particolare, l’intervista avrebbe riguardato uno dei figli della moglie del boss, il 19enne Ivan Caldarola, che vanta già un curriculum di tutto rispetto nel crimine.

Tutto è accaduto  intorno alle 16,30, nei pressi dell’abitazione dei Caldarola, in via Francesco Petrelli, a pochi passi dalla parrocchia del Redentore, dove poche ore prima l’inviata Rai aveva intervistato don Ciotti, leader di Libera.

Le dinamiche dell’#aggressione e le motivazioni appaiono analoghe a quelle di Ostia. Vietato rispondere a domande scomode nel mondo del crimine, i cui valori rispondono all‘etica della violenza e della prevaricazione.

Secondo la versione della #giornalista Rai il colloquio con la moglie del boss, in un primo momento, si sarebbe svolto, sia pure con fatica, ma la donna, successivamente, avrebbe risolto il tutto con un violento schiaffo, in grado di far cadere la Mazzola, che nella caduta avrebbe urtato la testa sul pavimento delle scale.

Viva l’informazione libera: bisogna fare le domande“. questo il commento della giornalista, che ha soggiunto amare considerazioni sulla violenza del gesto.

Ma le affermazioni dell’inviata Rai sono state confutate  dal legale di Leara: “Non corrisponde assolutamente alla verità storica che la signora Laera abbia consumato una aggressione, ovvero abbia cercato di intimidire la sconosciuta giornalista” , ha scritto con veemenza l’avvocato della candida signora Laera.

“Inoltre” sempre secondo le affermazioni del legale”  premettendo che due giorni fa è morta la nonna della signora e  che in casa la famiglia ancora vegliava la salma( una veglia molto lunga davvero)- il legale spiega che quando la Mazzola ha chiesto l’intervista, “la signora Laera cercava, garbatamente, di rappresentare alla giornalista la particolare situazione emotiva del momento e lo stato di prostrazione in cui si trovava a seguito della morte della nonna”.

Il colpo in faccia, sempre secondo l’avvocato della famiglia malavitosa, sarebbe stato un involontario movimento del braccio. Un colpo casuale, quindi, non certo imputabile a una precisa volontà della moglie del boss.

Insomma ancora una volta la logica della violenza ha avuto la meglio, infangando l’immagine della bella città pugliese.

#IrmaSaracino

Olimpiadi invernali 2018, si rinnova l’antico messaggio di pace?

Alle 12,00, ora italiana, una grande e storica cerimonia d’apertura darà il via ufficialmente ai giochi della XXIII Olimpiade. Dopo 70 anni gli atleti delle due Coree sfileranno insieme sotto la stessa bandiera.

Orologi

Tutto è pronto! Nella notte di PyeongChang, in #Corea del Sud, la magia dei giochi olimpici si rinnoverà, in un tripudio fantasmagorico di luci, suoni e colori.

Alle 20,00, ora locale,( le 12,00 per l’Italia), gli atleti di tutto il mondo sfileranno sotto le loro bandiere dei propri Stati e i cuori di tutti si apriranno verso nuovi sogni, nuove speranze.

La magia delle #Olimpiadi coinvolgerà il mondo intero e l’antico e indomito agonismo avrà la meglio sugli odi e i rancori . Oggi, come una volta, si scriverà forse una nuova pagina di #pace.

Mancano solo pochi minuti e l’attesa si colora di una luce nuova. Dopo l’arrivo a sorpresa, nel pomeriggio di Seul, della sorella di Kim Jong-un (reduce da una delle sue solite parate militari)  e della delegazione nordcoreana, guidata dal 90enne Kim Yong-nam, “presidente” de facto per il ruolo di capo del cerimoniale, si attende ora lo storico incontro con la delegazione statunitense, presieduta da Pence.

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È la prima volta, dal 1948,  che un rappresentante della famiglia Kim, fondatrice dello stato nordcoreano, mette piede ufficialmente al Sud. Ma Seul vuole l’incontro tra  Pence e ‘presidente’ Nordcoreano. Che possa essere questo un primo passo?

Ci saranno inoltre 200 personalità, tra cui una dozzina di leader come il premier nipponico Shinzo Abe, altro rivale di Kim Jong. E c’è da sperare che lo sport possa svolgere un ruolo significativo verso quel processo di pace, cui tutti anelano.

I deliri di onnipotenza, i veleni e le bizzarrie di Kim Jong-un oggi saranno dimenticati, almeno nel momento magico della sfilata, e il mondo vedrà quell’unica bandiera che guiderà gli atleti delle due Coree verso la Storia.

#IrmaSaracino