Tra eresia e verità, il #Medioevo non ha fine

Freschezza contro oppressione, ideali contro manipolazione, questo è il dualismo socio-religioso che caratterizza l’intero periodo medioevale e che, in minima parte, influenza i nostri tempi .

Risulta chiaro come l’oscurantismo alto-medioevale entri in contrasto con la nuova civiltà del Basso Medioevo, determinata da un incremento demografico significativo e una maggiore diffusione della cultura, non solo tra dotti ma, soprattutto, tra gente comune. Come osservato sin dai tempi dell’antica Grecia, con il pensatore pluralista Empedocle, dalla contesa nasce sempre la vita: il contrasto e l’insoddisfazione di una popolazione che riacquista coscienza di sé portano a un’ovvia ribellione, scatenante un nuovo assetto sociale e, in particolare, religioso.

Con il termine “eresia” si fa riferimento ad un’interpretazione delle Sacre Scritture non approvata dal #Clero che, nel XIII secolo, entra in uno stato di profonda crisi spirituale, la quale porta la #Chiesa ad arricchirsi a spese del popolo – vessato non solo dai signori, ma anche da quell’organo che, originariamente, doveva costituire una mera guida spirituale. Sono proprio le origini ad ispirare questi nuovi movimenti, detti ereticali: lo scopo ultimo è quello di riportare la Chiesa ai suoi valori originali, quali carità, umiltà e povertà in termini di beni materiali (“patarìa” in volgare), con una conseguente dissociazione dal potere temporale acquisito mediante possedimenti feudali. L’ideale pataro da’ origine a due correnti di eretici: quella, appunto, dei Patari, di grande importanza storica ma di breve durata; quella più longeva dei Catari, duramente perseguitati da Papa Innocenzo III, che indice la crociata che sarà la causa del loro sterminio. La parola “catarìa” deriva dal greco “katharos”, puro, proponendo gli ideali originali come strumento di catarsi per il raggiungimento della benedizione divina.

Eresia

In un clima di tale fermento e tensione, appare quasi impossibile uno sviluppo nella produzione letteraria, che però non rimane sterile: grazie all’approvazione di Papa Onorio III di due ordini mendicanti – in contrasto con il Clero, ma incaricati di diffondere la reale essenza pauperistica cristiana fra le genti -, ha modo di emergere la figura maestosa di un uomo, che solleva le sorti di un popolo perso nelle sue convinzioni: quella di Francesco D’Assisi.

La sua personalità, singolare e innovativa, porta con sé una ventata significativa di freschezza e giovialità, fattore unificante in una società frammentata che vuole ritrovare la sua identità. La sua opera maggiore, il Cantico di Frate Sole, è la testimonianza di un nuovo punto di vista, che si rapporta alla religione in maniera semplice e naturale, conseguenza di una visione quasi panteistica del creato.

Al giorno d’oggi, la storia sta attraversando quello che è possibile definire “Medioevo dell’Età Contemporanea”, che non lascia spazio alla mediazione e che fa dei contrasti il suo punto cardine. Nonostante il Cristianesimo stia diventando una religione universale – il merito è da attribuire all’attuale Papa Francesco, profondo conoscitore delle problematiche sociali mondiali -, i sondaggi sono eloquenti: l’ateismo va sempre più diffondendosi, e le ragioni sono da ricercare nel nostro tessuto sociale, che abbandona sempre più ogni speranza di salvezza da parte di una misteriosa entità onnisciente, che sembra non curarsi dell’intrinseco clima di insoddisfazione generale. Ulteriore aggravante è la diffusione dell’estremismo islamico, che miete incessantemente vittime ed incute giornalmente terrore.

“La storia si ripete”, mai parole più veritiere: in un’epoca dove l’equilibrio non è contemplato, la via risolutiva è una sola, e si chiama cultura.

#FedericaStella

 

Commuove tutti la lettera di Kelly a Babbo Natale

Una #bimba di nove anni scrive a #Babbo Natale: “Trova un lavoro alla mamma”. La commozione è generale.

Magia del Natale che sa illuminare di mille luci i sogni dei bambini e sa parlare d’amore anche ai cuori più induriti! Magia di vecchi ricordi infantili, mai sopiti; di attese gioiose nel  calore di una notte fantastica.

Babbo Natale e la realtà di un sogno

Magia che ci regala ancora la capacità di commuoverci e di ascoltare le voci dei bimbi di tutto il mondo.

Voci che ci parlano d’amore e di speranza e che superano le frontiere e gli odi, nell’attesa di quel Babbo Natale che saprà donare ciò che abbiamo richiesto.

E arriva da Ferrara l’appello commovente di una #bimba filippina di 9 anni, una delle tante immigrate nel freddo e, per molti, povero Natale del nostro Paese.

La magia del Natale a Ferrara

Si chiama #Kelly e nella sua coloratissima letterina, scritta con le parole semplici e immediate dei bimbi, c’è tutta la speranza di una nuova vita.

La lettera di Kelly

Kelly ha un solo grande desiderio: un lavoro per la mamma. E scrive a #Babbo Natale, fornendo anche indicazioni esatte sul suo indirizzo, poi chiede per sè solo dei vestiti invernali e qualche giocattolo.

E’ una lettera semplice, multicolore, ma da essa irradia una nuova luce che avvolge anche le altre letterine, poste dai bimbi di Ferrara sul magico albero di Natale, innalzato al centro della città.

E questa luce brilla, rifulge nei cuori di tutti e li induce alla commozione. Sul web viene aperta una pagina a nome di Kelly e ciascuno riscopre il segreto della felicità: la capacità di donare, la gioia di amare.

 

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Mentre si riapre la speranza di un nuovo Natale e di un mondo illuminato dalla sua antica magia.

#IrmaSaracino

Esplode la violenza a Gerusalemme, due morti e 750 feriti

Escalation di violenza in Medio Oriente, dopo la decisione di Trump di dichiarare Gerusalemme capitale di Israele. Anche il giornalista Marrazzo colpito dalla guerriglia

Sembra svanire il sogno di una soluzione pacifica dell’annosa questione palestinese.

Un sogno che si dissolve nel fumo delle esplosioni e della lotta armata, inghiottito dalle ceneri delle false promesse e dalla distruzione delle speranze palestinesi di veder riconosciuti i loro diritti.

La ribellione

#Gerusalemme, la città santa, vive ore di crescente tensione e vede le sue mura infangate dal sangue, mentre, in un crescendo di violenza, nella vicina Betlemme, a #Gaza e in  tutto il territorio palestinese le deflagrazioni sono continue.

Scene di guerriglia dalla Cisgiordania

Cresce anche il bilancio delle vittime: due morti, fino a questo momento, e circa 750 feriti.

A Betlemme, città di un muro troppo spesso ignorato,  il giornalista Rai, Piero Marrazzo è  colpito più volte da sassi, mentre è in diretta. Sono attimi di terrore, attimi che rimarranno negli occhi di tutti.

Il giornalista Rai Marrazzo

Trump

Vietato ogni tentativo di soluzione pacifica in Medio Oriente per #Trump, Gerusalemme deve essere la capitale di un solo Stato: Israele, l’unico.

Anche l’ambasciatrice degli Stati Uniti presso l’Onu, Nikki Haley, in una riunione staordinaria del Consiglio di sicurezza,  critica le Nazioni unite accusandole di “ostilità contro Israele” da “molti anni” e  difende la decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele dicendo che è “l’ovvio“. “Le Nazioni unite hanno fatto più danno alle possibilità di una pace in Medioriente che farla progredire”, dichiara ancora la Haley durante la riunione del Consiglio di sicurezza.

La reazione è immediata, molte nazioni, tra cui l’Italia e la Russia, biasimano la decisione di Trump che  “non è conforme alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza

Abu Mazen

Abu Mazen, fa sapere di non considerare più gli Usa mediatori di pace “Rinnoviamo il nostro rifiuto della posizione americana su Gerusalemme. Gli Usa non sono più qualificati per occuparsi del processo di pace”.

La sua dichiarazione arriva in serata e il presidente palestinese aggiunge che la decisione Usa viola la legittimità internazionale.

Abu Mazen – citato dall’agenzia Wafa – dice di accogliere con favore “la grande condanna internazionale testimoniata dalla riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu” .

Intanto Israele bombarda siti di Hamas a Gaza, evidenziando che  l’aviazione israeliana ha colpito obiettivi di Hamas nella Striscia di Gaza in risposta all’attacco con razzi sul Sud di Israele.

Le parole di Obama

Anche il presidente Obama, rompendo il suo  silenzio, ha parole di biasimo per il suo successore, paragonandolo a Hitler e parla di “democrazia in pericolo“.

Una nuova intifada?

Il mondo è contro #Trump, sempre più radicato in posizioni dettate da un nazionalismo intransigente. Un nazionalismo che fa divampare la crisi in varie aree e che allontana gli Usa dalla collaborazione con gli altri stati.

Il Medio Oriente è in fiamme e ci si chiede:

“Siamo di fronte a una nuova intifada?”

#IrmaSaracino

Adolescenti come automi

Il mondo degli adolescenti lascia sempre più perplessi, mettendo in evidenza problematiche che appaiono talvolta oscure e insormontabili

L’idea che per vivere un obiettivo al meglio, per giustificare buone o cattive azioni e possedere una determinata condotta morale, ci sia il bisogno di rifarsi alla figura fittizia e immaginaria di un personaggio della fantasia lascia abbastanza perplessi.

Nelle nuove generazioni dilaga l’impellente bisogno di dimostrare al fine di ottenere riconoscimento, notorietà, emulando nei comportamenti personalità create secondo un’idea sociale e generale. Il tutto diventa un circolo vizioso: presentiamo un prodotto richiesto dalla massa, esso successivamente la influenza, come se fosse ignara della pretesa avanzata. Questo conformismo è criticato, ma non debellato.

I grandi eroi del passato

Forgiamo le menti dei ragazzi basandoci su di uno stampo predefinito, inconsciamente li spingiamo a scimmiottare le azioni di “grandi #eroi”, che non sono più importanti soggetti storici, bensì protagonisti di film, serie tv e reality. E l’ignoranza , ormai, dilaga.

I giovani vogliono “sbocciare” con il Don Perignonne, comprare macchine costose, sfoggiare Rolex e borse firmate, dimenticando preoccupazioni e responsabilità.

I miti dei giovani

Papa Benedetto XVI chiamava false chimere questi interessi, colmi di ipocrisia e superficialità. Ma è giusto prendersela? Gli adolescenti non fanno altro se non limitarsi a desiderare un prototipo di vita costantemente incoraggiato dai media. Si coalizzano nelle cosiddette “clique” inglesi (le nostre cricche), ed escludono, tagliano fuori, i soggetti non conformi ai loro canoni di piacere, molte volte arrivando anche a bullizzarli fisicamente e\o moralmente.

Bulli

Perciò in questa sponsorizzazione gratuita di chimerici valori si giunge alla violenza di ogni genere. Paul Boxer, psicologo, ha condotto una ricerca a tal proposito, evidenziando il sempre più marcato legame tra violenza televisiva e violenza giornaliera, poiché il materiale presentato: “(…) ha un sostanziale impatto sul comportamento aggressivo durante l’#adolescenza”. Da non tralasciare neanche la furia dei “buoni” verso i “cattivi”, che pur sempre aggressività è, seppure presentata in maniera diversa e più giusta moralmente parlando.

I “bravi” che cercano una libertà di tipo mentale, stigmatizzando la svendita di valori come dignità e onestà, improvvisandosi paladini contemporanei dediti a rappresentare l’ineluttabilità non dell’uomo in sé, ma dell’ideale. Sono queste le molle di convivenza della società odierna. I ragazzi, nella fase adolescenziale, sono al corrente di doversi collocare in una comunità sempre più esigente, preparandosi in modo tale da salire quanto più possibile la scala sociale. Sono giustamente perplessi, smarriti, e con punti di riferimento che mancano di essere realmente propedeutici. Non trovano più il loro io profondo e brancolano nel buio in cerca di una mano tesa che li stimoli ad accrescere la loro fiducia personale e a determinare la propria identità; qui subentrano le figure eroiche nate dalle menti di scrittori e registi.

Giovani allo sbando

 

Ciò che più semplicemente occorrerebbe e basterebbe fare è ascoltare i loro silenzi e comprendere gli sguardi ansiosi, entrare in contatto con loro e prendersene cura, trasformando un momento della vita tanto fragile e incerto in psicologicamente tranquillo.

#ClaudiaMarasciulo

L’ultimo aquilone

 

Ci sarà spazio

anche per vivere

tra le #macerie dei ricordi,

correndo dietro l’ultimo aquilone,

in cerca di fiori spezzati.

 

E, mentre un nuovo sole

brillerà lontano,

nel buio di un infanzia violata,

tornerà a cantare l’usignolo

e i #bimbi raccoglieranno

i fiori infangati

delle loro vite.

 

Ci sarà tempo

per tornare a cantare,

a correre, a giocare,

sui cumuli della disperazione,

coperti di #guerra,

sporchi di morte.

 

E solo allora,

nel freddo del dolore,

una piccola mano

ti restituirà il calore,

la vita

#IrmaSaracino

La terra ha tremato ancora nei pressi di Amatrice

Alle 00,34 di questa mattina una scossa di magnitudo 4.2 ha seminato il panico ad Amatrice

E’ tornata la paura nel centro Italia e, con essa, lo spettro della devastazione e della morte. Il ricordo di quel 24 agosto del 2016, questa notte, è balzato in maniera prorompente dinanzi agli occhi di quanti lo hanno vissuto.

Alle 00,34, impietosa, la terra ha tremato a tre chilometri da #Amatrice. La #scossa, seguita poi da circa 15 repliche, è stata avvertita anche nell’area circostante e a Roma, nella zona nord, specie nei piani alti degli stabili della Capitale.

Zona colpita

Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 8 km di profondità ; l’epicentro  stato a 3 km da Amatrice, 9 da Campotosto (L’Aquila), 15 da Cortino (Teramo), 16 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) e 56 km da Terni.

Per fortuna non sono stati segnalati danni a persone o cose, come confermato anche dal sindaco, Sergio Pirozzi, ma la paura ha tenuto desta la popolazione di quei luoghi, già tanto duramente provata.

Nella notte le famiglie che alloggiano nelle Soluzioni abitative di emergenza (Sae), allestite nei villaggi dei comuni già  colpiti dal #terremoto dello scorso anno, hanno vissuto momenti di panico e le luci delle loro tristi dimore hanno illuminato il buio del terrore.

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Sembra che non ci sia pace per gli abitanti di quei paesi che vedono anche sopraggiungere il freddo dell’inverno, circondati dalle rovine della vita che fu.

La terra fa sentire la sua voce e distrugge i sogni e le speranze di un domani, mentre l’eco di vite lontane risuona nel freddo cumulo delle macerie.

#IrmaSaracino

Nuova mossa di Trump: no al patto Onu sui migranti

Donald #Trump ha deciso di ritirare gli Stati Uniti dal Global compact, il patto dell’Onu per migliorare la gestione mondiale di migranti e rifugiati.

Nella saga delle vicende, che vedono Donald #Trump protagonista assoluto e discutibile, una nuova decisione dell’imprevedibile presidente porta, ancora una volta, gli #Usa alla ribalta delle cronache internazionali.

Gli Stati Uniti si sfilano dall’accordo delle Nazioni Unite per una migrazione sicura, il Global Compact on migration, firmato nel settembre 2016.

Gli Usa fuori dal patto Onu sui migranti

Lo annuncia l’ambasciatrice americana all’#Onu, Nikki Haley, spiegando che la dichiarazione ‘‘non è in linea con le politiche per l’immigrazione e i rifugiati americane e con i principi dell’amministrazione Trump’‘.

L’ambasciatrice americana all’Onu

Le nostre decisioni sull’immigrazione devono essere sempre prese dagli americani e solo dagli americani” mette in evidenza Haley.

La notizia, esplosa in tutto il mondo, mette sempre più in rilievo le  attuali linee della politica statunitense, tendenzialmente improntate all’isolamento degli #Usa dagli accordi internazionali, mirati alla cooperazione delle Nazioni. Una politica estremamente nazionalista che  desta non poche perplessità.

Ancora una volta #Trump, malgrado si avvicini sempre più  lo spettro dell’impeachment, taglia i ponti con i residui dell’amministrazione Obama e dà una svolta alla Nuova America, perseguendo quel sogno nazionalistico, annunciato nel corso della sua campagna elettorale, che dovrebbe restituire agli #Usa il loro antico splendore.

L’Onu

Il patto, promosso dall’Onu e volto a disciplinare il flusso inarrestabile dei migranti e dei rifugiati, prevede un impegno internazionale per “una migrazione sicura, ordinata e regolare”, con un programma che deve essere definito entro il 2018. Tra i principali sostenitori c’era stato Barack Obama.

Ma la difficoltà oggettiva di poter operare  una distinzione netta tra rifugiati e migranti economici non ha incontrato il favore del presidente statunitense che, con una mossa delle sue, ha deciso di uscire  dall’accordo internazionale.

Pugno di ferro, quindi, dell’amministrazione #Trump che, dopo essere uscita dall’Unesco, contestando all’Onu di mostrare “pregiudizi anti-israeliani” e, abbandonati gli accordi di Parigi per il clima, ora pone un altro tassello nel puzzle scomposto della sua politica.

#IrmaSaracino

 

 

 

Oltre l’inferno

Indosso i panni dell’ipocrisia

offrendomi a questo mondo

che sa di falso,

fingendo di vivere un copione

macchiato di lacrime,

bianco,

come la purezza di un tempo.

E leggo versi

di poeti sconosciuti,

persi in sogni d’amore senza tempo,

caldo, vivo e infelice,

come i loro sospiri.

Inspiro profumi strozzati

morti come i ricordi

e mi perdo in spazi senza confine,

volando in alto,

oltre l’Inferno

#IrmaSaracino

 

Corea del Nord, siamo vicini a una guerra?

Nel corso del consiglio dell’#Onu, riunitosi d’urgenza all’indomani dell’ultimo lancio missilistico della Corea del Nord, l’ambasciatrice degli #Usa ha dichiarato che ci si avvicina sempre più a una #guerra

Sono ore di tensione quelle che il mondo sta vivendo, specie dopo l’ultimo e preoccupante lancio di un missile balistico nordcoreano nelle acque nipponiche. Una sfida, l’ennesima e forse la più grave, da parte del dittatore Kim Jong-un!

Una sfida che non può passare inosservata e che costringerà ( almeno si spera) la Cina ad assumere una posizione determinante e decisa in merito alla denuclearizzazione di questo Stato che sta facendo tremare il mondo.

Quando ieri, secondo un copione ormai noto,  la Corea del Nord, in  barba alle sanzioni dell’#Onu, ha lanciato un missile ancor più potente dei precedenti, il mondo ha tremato.

Il lancio, salutato con i soliti toni trionfalistici dalla ormai celebre annunciatrice televisiva, ha rappresentato un guanto di sfida, specie agli #Usa.

La nota annunciatrice della Corea del Nord

“La corea del Nord è ormai una potenza nucleare”, questo l’annuncio dato dai media nazionali, nel tripudio, forse pilotato dal regime, del popolo nordcoreano.

Nel disperato tentativo di una soluzione pacifica della crisi, l’Onu si è riunito con urgenza, ma le parole dell’ambasciatrice degli States, Nikki Haley, hanno evidenziato la linea del suo Paese.  L’azione di Kim Jong-un “avvicina il mondo alla guerra non lo allontana anche se è un conflitto che gli Usa non cercano- ha dichiarato  la Haley – E se ci sarà una guerra, il regime nordcoreano sarà completamente distrutto”.

I due nemici

Si attendono le reazioni di Kim Jong-un, questo giovane apparentemente innocuo e gioviale, ma pericoloso per la sua imprevedibilità.

Intanto l’Onu e il mondo intero guardano con speranza all’azione della Cina, da anni fornitore di petrolio della Corea del Nord, invitata ieri a cessare i suoi rapporti commerciali con questo Stato.

E l’ambasciatore cinese, conseguentemente, ha così dichiarato:” La Corea del Nord deve rispettare le risoluzioni del Consiglio di sicurezza Onu e adottare misure per la deescalation”.

Vedremo quale sarà l’azione di Pechino nei confronti del suo pericoloso alleato, il respettabile maresciallo Kim Jong-un

#IrmaSaracino

L’Aia, suicidio in diretta del boia di ‘Mostar’

E’ morto in un ospedale dell’Aia il generale Praljak, dopo aver assunto del veleno durante l’udienza al Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia.

Lo chiamavano il ‘#boia di Mostar’, il  generale croato Slobodan Praljak, in  ricordo della sua condotta durante la #guerra  in Bosnia  del 1992-1995.

Spietato, inflessibile, a modo suo ligio al suo dovere di #ufficiale, non aveva mostrato, all’epoca dei fatti, alcuna pietà per le vittime innocenti di una guerra assurda, come del resto lo è ogni #guerra.

Già condannato nel 2013 a 20 anni per crimini contro l’umanità, Praljak, ex comandante delle forze croato-bosniache del Consiglio di difesa croato Hvo ha visto riconfermare questa mattina dal Tribunale dell’Aia una sentenza secondo lui ingiusta e il suo gesto ha siglato la sua condanna nei confronti dei giudici.

Con mossa fulminea, dopo aver gridato la sua innocenza, ha estratto un contenitore con del liquido, che ha coreograficamente ingerito alla presenza di tutti. Trasportato poi in ospedale, è deceduto.

Il momento del suicidio

I fatti

Praljak ( secondo quanto accertato dal tribunale Onu), nel corso della guerra, informato del fatto che i soldati stavano raccogliendo musulmani a Prozor nell’estate del 1993, non aveva fatto alcun tentativo significativo di fermarne l’azione. e non aveva agito neanche dopo avere ricevuto le informazioni sul fatto che fossero in programma omicidi, attacchi a membri delle organizzazioni internazionali e la distruzione dello storico ponte di Mostar e di moschee.

Il processo, che vede sedere sul banco degli imputati altri 5 leader militari e politici dell’epoca, è stato sospeso. Come ha dichiarato  il giudice presidente, Carmel Agius  “L’aula delle udienze è una scena del crimine” e “una inchiesta è stata aperta dalla polizia olandese a seguito di quanto è accaduto questa mattina”.

La lettura delle sentenze contro gli altri imputati riprenderà in un’altra sala.

Il  Tribunale penale internazionale per la Ex Jugoslavia, istituito dalle Nazioni unite nel 1993, chiuderà i battenti il mese prossimo, quando scadrà il suo mandato.

#IrmaSaracino