Kabul, i Talebani attaccano una base militare: è una nuova strage!

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Travestiti da militari afghani, i talebani sono riusciti ad entrare, con documenti falsi, in una base militare a nord di Kabul compiendo una carneficina.

Il mondo è in guerra? Un interrogativo che esige risposte concrete, che pone tutti di fronte a incertezze, paure.

Le notizie, come in un sabba infernale, si susseguono. Sono notizie di morte, di stragi, di violenze illogiche, come solo può esserlo la guerra. Attacchi, attentati riempiono le cronache e ci si chiede perchè e fino a dove.

Siria, Afghanistan, Nigeria sono teatro di conflitti che vedono schieramenti e alleanze internazionali ancorate alle logiche di potere, ma anche l’Europa assiste, spesso impotente, ad azioni imprevedibili dettate dall’odio.

Morte a Kabul

E ancora una volta Kabul è ferita e il sangue scorre su una terra martoriata dal #terrorismo.

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Nel tardo pomeriggio di ieri (ora locale) un gruppo di Talebani, a bordo di mezzi militari e travestiti da soldati afghani, è riuscito a entrare nella base militare di Mazar-E-Sharif, a nord di Kabul.  E, una volta all’interno, hanno prima attaccato la moschea, dove molti militari erano riuniti per la preghiera del venerdì e poi si sono spostati verso la mensa. Una carneficina durata almeno cinque ore.

Comunicato ufficiale della Casa Bianca: Trump vuole incontrare il Papa. Sarà presente anche lo Spirito Santo?

Nel prossimo G7 in Italia l’imprevedibile Donald fa sapere di voler incontrare Bergoglio. Ambigua la risposta della sempre ‘Santa Sede’

Aria di pentimento alla Casa Bianca? In un comunicato ufficiale l’ormai noto Sean Spicer, portavoce dell’ istrionico presidente statunitense, fa sapere che Trump vorrebbe incontrare Papa Francesco in occasione del G7, che avrà luogo a Taormina il prossimo 26-27 maggio.

Il Vaticano, in pieno impeto di perdono e carità, ha comunicato la disponibilità del pontefice ad accogliere i capi di Stato. Risposta ambigua, paradigma della straordinaria diplomazia vaticana.

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Riuscirà lo Spirito Santo ad essere presente al colloquio?

Bergoglio non può dimenticare le offese ricevute dall’irriguardoso Donald nel corso della sua tumultuosa campagna elettorale! Ma l’amore cristiano smuove anche le montagne e saprà illuminare il nostro amato pontefice.

Intanto ci si interroga se non sarebbe preferibile, da parte di Donald, una ‘sana confessione’.

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Usa-Corea del Nord, il'giallo' dell'invincibile Armada

Dov’è finita l’Armada inviata da Trump nelle acque della Corea del Nord?

Ha continuato a navigare, da circa una settimana, in direzione opposta a quella annunciata da Trump, dirigendosi verso le placide acque australiane per un’esercitazione.

Quando, l’8 aprile scorso il presidente statunitense, all’indomani del lancio di missili Tomahawk su una base siriana, aveva dato l’annuncio trionfale di aver inviato una ‘Invincibile Armada’ nelle acque della Corea, per intimorire il dittatore, Kim Jong-Un, tutto il mondo aveva atteso con trepidazione i risvolti e le conseguenze di ques’iniziativa degli #USA.

Ma, stranamente, la flotta ha continuato a  navigare in direzione diversa, inconsapevole delle disposizioni governative. E così il ‘giallo’ dell’Armada di Trump ha assunto i toni della farsa.

Ci si interroga sull’accaduto, ma il carattere grottesco e inverosimile dell’episodio  non può non indurre al riso. Mentre il puzzle scomposto della politica estera dell’amato Donald annovera l’ennesimo tassello e la storia scrive una pagina comica del ‘gioco della guerra’.

L'invincibile Armada che non c'è
Il ‘ gioco della guerra’ tra Donald e Kim!

 

 

Corea del Nord, l’ira di Kim Jong-Un: fallito il lancio di un nuovo missile balistico

Pyongyang ha fatto partire un razzo, caduto subito dopo. Notizia confermata dal Pentagono, che rassicura:” Non era un vettore intercontinentale

Alle 23,21, ora italiana la  #coreadelnord, all’indomani della grande parata tenutasi a PyongYang, dalla base di Sinpo ha lanciato un missile balistico, esploso subito dopo.
Al momento non si conosce ancora la tipologia del vettore, ma secondo quanto riferito da Seul, non si tratterebbe di un razzo intercontinentale.
La notizia è stata confermata dal Pentagono, in base alle intercettazioni del comando #USA in stanza nel Pacifico, che ha anche evidenziato il fallimento del lancio.

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Intanto si parla di cyberguerra, da parte degli Usa, contro il regime di Pyongyang, che sarebbe stata determinante nel fallimento del lancio. E ci si chiede se la grande Armada statunitense nel mar della Corea non abbia potuto interferire appunto con  il lancio.

Mentre, stranamente, tace il Donald nazionale, abitualmente così incline a commenti e considerazioni spesso incontrollate.

Solo 48 ore prima Trump aveva inviato un ennesimo monito, dai toni minacciosi, al dittatore nordcoreano, Kim Jong-Un:” La Corea del Nord è un problema. Un problema di cui ci occuperemo”, alimentando anche il timore di un conflitto con la Cina, alleata del regime nordcoreano, a cui aveva chiesto aiuto per cercare di risolvere la questione.

Il viaggio a Seul di Mike Pence

La sfida della Corea del Nord arriva proprio nel giorno in cui è previsto l’arrivo a Seul del vicepresidente americano, Mike Pence, prima tappa di una serie di colloqui diplomatici, che avranno luogo con gli alleati americani dell’estremo Oriente, per cercare una soluzione pacifica alla crisi.

Una crisi che sta assumendo toni e caratteristiche talvolta grotteschi e che sembra quasi un gioco di ‘forza’.

Solo che questa volta si parla di guerra.#esteri.

#Irmasaracino

 

 

Il braccio di ferro di Trump: sganciata in Afghanistan la 'super bomba'

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Nuova prova di forza del presidente Americano: sganciata una potentissima bomba contro l’Isis

Ancora una volta Trump torna a dare dimostrazione della propria linea politica, intransigente e dura, pronta ad azioni militari che non concorrono certo a  quella pace internazionale tanto agognata invece da Obama.

Alle 19,00 di ieri un ordigno di straordinaria potenza, un  “Gbu-43/B Massime Ordnance Air Blast (Moab)”, conosciuto come la ‘madre di tutte le bombe’, è stato sganciato in Afghanistan e ha  colpito un tunnel usato dalla filiale locale dell’Isis nella provincia di Achin nella regione di Nangarhar.

Un avvertimento

In realtà l’azione, voluta fortemente dal presidente Usa, è stata dettata dal clima incandescente degli ultimi tempi e ha rappresentato un segnale netto sia per l’Isis che per la Corea del Nord, la quale continua a minacciare l’utilizzo della bomba nucleare.

Il Pentagono ha subito dato notizia della tipologia dell’ordigno, garantendo anche di aver preso tutte le dovute cautele per non portare conseguenze ai civili.

La Moab

Fino a questo momento la Moab, lunga 9,17 metri, con un diametro di 1,02 metri, non era mai stata utilizzata, stante la sua potenza seconda solo all’atomica.

Guidata da un sistema Gps sull’obiettibo, ha il peso di 8,5 tonnellate di esplosivo H-6 e la sua deflagrazione equivale all’esplosione di 11 tonnellate di tritolo.

Il suo effetto distruttivo, però, è solo superficiale e non può distruggere bunker in profondità.

Le sue dimensioni e il suo peso hanno reso necessario, per il trasporto, l’utilizzo di bombardieri C-130 Hercules.

In realtà, per le sue caratteristiche, la bomba ha più un effetto psicologico sul nemico, con il preciso intento di intimorirlo, ma conoscendo la forza e il fanatismo dell’Isis, nonchè la delirante follia del dittatore nordcoreano, ci si chiede se non possa sortire l’effetto contrario.

La Casa Bianca, attraverso la sua portavoce, Sean Spicer, ha comunicato di voler sbaragliare i miliziani del sedicente Stato Islamico e “Per sconfiggerli dobbiamo negare loro spazio operativo”.

La ‘super bomba è stata sganciata infatti su un sistema, evidentemente superficiale, di tunnel e caverne, utilizzate dai terroristi dell’Isis per muoversi liberamente.

Ovviamente l’azione è stata commentata da Trump con la soddisfazione e l’orgoglio tipici dell’ uomo nuovo dell’America.

Ma si attendono le reazioni.

 

Irma Saracino

 

Cecenia, la prigione degli orrori

La rivista Novaya Gazeta denuncia l’esistenza di una prigione segreta per omosessuali. Oltre 100 persone deportate a partire da febbraio.

Non c’è limite all’orrore e a ogni forma di intolleranza, sia essa razziale che omofoba. E l’uomo, troppo spesso dimentica quel senso di fratellanza  che dovrebbe accomunare il genere umano.

Ancora una volta i protagonisti di questa assurda vicenda sono omosessuali e, secondo un copione ormai tristemente noto, sono vittime anche di una persecuzione dai toni foschi e cupi dell’intolleranza, della non-accettazione della diversità.

A dare la notizia di questo triste clima persecutorio è stato il settimanale d’inchiesta Novaya Gazeta, che ha pubblicato anche una serie d’immagini raccapriccianti sulle sevizie e torture a cui vengono sottoposti i gay, dopo la deportazione in questa prigione segreta della Cecenia.

La notizia ha avuto una eco rilevante, grazie anche all’associazione radicale Certi Diritti, che ha chiesto l’intervento dei nostri ministri, Alfano e Mogherini.

Cecenia, l’inferno degli omosessuali

” Qui non esistono gay!”, questa la risposta del rappresentante del presidente ceceno, che ha prontamente vanificato ogni tentativo di risolvere la questione, da parte dei nostri ministri e da parte delle varie associazioni per la salvaguardia dei diritti umani.

Il clima omofobo che da sempre caratterizza questo paese continua ad essere un’amara realtà e la Russia, non certo favorevole alle libertà individuali, continua ad osservare e a tacere.

Cautela o indifferenza?

 

Irma Saracino

 

 

Le verità nascoste: i viaggi della speranza verso una salvezza che non c'è.

Ancora una truffa nella giungla degli illeciti finanziamenti!  Disabili e loro genitori vittime del ‘sistema’ della frode.

Tanti, forse troppi sono i protagonisti di questa truffa che assume i contorni foschi della perfida logica dell’inganno, perpetrato ai danni di persone disabili! Una truffa di cui nessuno parla, perchè la paura gioca un ruolo determinante. Paura delle conseguenze, paura di un sistema che preferisce ignorare.

La ricerca della verità

Ci sono verità troppo scomode, che coinvolgono poteri al di sopra di ogni sospetto e allora il grido di denuncia viene soffocato, come nel caso di Marilisa Rizzetto, colei che ha saputo rinunciare anche al suo posto di lavoro in nome di una giustizia che non c’è.

Le ho chiesto perchè lo faccia, e la sua risposta è stata quella malinconicamente determinata di chi ancora crede in un mondo migliore: ” Perchè bisogna avere il coraggio di lottare, anche da soli, contro le truffe e le frodi continue”.

La truffa

Ma chi c’è dietro questa colossale truffa? chi sono gli ideatori di questo losco business che, da anni, promette cure estreme a bambini, adulti disabili presso una sedicente clinica in Florida: La Ocean Hyperbaric Neurological Center? Clinica mai riconosciuta dall’FDA, organo supremo di controllo sanitario negli States, che ammonisce la struttura di non far uso di camere iperbariche, vecchie e prive di manutenzione, per curare con l’ossigeno malattie neurologiche.

A tutt’oggi la clinica riceve ingenti somme di denaro, frutto di raccolte fondi realizzate in Italia e in Svizzera da Onlus, che in realtà lucrano sulle raccolte stesse e di cui sono spesso amministratori i genitori o  i familiari di questi disabili. Complici quindi di un mercato losco, senza precedenti, che specula sulle reali vittime di un’umanità che non c’è.

Irma Saracino

 

TU…

In lui ho amato più l’uomo che il padre. Era spesso assente, in giro per il mondo, forse alla ricerca di una risposta a quei suoi perchè..ma mi ha insegnato tante cose: la capacità di lottare in nome di un ideale di giustizia e di onestà intellettuale, la forza di essere se stessi anche in una società che t’impone maschere ripugnanti che sanno d’ipocrisia. E ancora adesso cerco il calore di quella sua mano che sapeva infondermi forza nelle nostre passeggiate domenicali…
Ricordi, odori d’innocenza ormai cancellata o, forse, calpestata..
Comunque, grazie.. papà…