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New York, la polizia risolve un caso di #stupro dopo 23 anni

Storia incredibile di uno #stupro avvenuto a New York  23 anni fa e risolto solo adesso.

Orologi

Ben 23 anni, troppi, per avere quella giustizia tanto anelata dalla protagonista di questa amara vicenda che ha dell’incredibile e che rivela i limiti di una società, apparentemente emancipata.

Una giustizia che riscatta l’immagine e l’identità di una donna, ormai 50enne, che in quel lontano 1994, dopo aver subito uno stupro, fu vittima anche della stampa locale e dei media, che la ritennero capace di mentire, pur di avere popolarità.

Anni di sofferenza, amara come le immagini legate ai ricordi. Anni di vergogna, in cui è difficile credere negli altri e in se stessa. Anni che infangano, indelebili come il tocco di mani violente sul proprio corpo.

Questo è il bilancio di un’esperienza vissuta da questa donna che, per ovvie ragioni, ha sempre voluto mantenere l’anonimato.

Teatro della vicenda New York, la metropoli dei contrasti: splendida e decadente, proiettata verso il futuro e ancorata a remoti perbenismi. New York, con i suoi palazzi, le sue strade, i suoi parchi.

New York

Ed è proprio in uno di questi parchi: il Prospect Park, che l’allora 27enne ragazza, mentre faceva jogging, fu aggredita da uno sconosciuto che, trascinatala a forza dietro dei cespugli, abusò di lei.

La donna denunciò subito l’accaduto alla #polizia di New York, fornendo anche una dettagliata descrizione dei fatti e del suo stupratore. Ma gli agenti, che raccolsero la sua deposizione, non le credettero ed espressero alla stampa locale tutti i loro dubbi e le loro perplessità.

Cominciò l’inferno per la ragazza, che era anche un’attivista nella lotta per i diritti degli omosessuali. Ebbe inizio così una battaglia giudiziaria contro la stampa che non approdò a nulla.

Intanto le indagini continuarono, limitate dalla scarsa evoluzione tecnologica dei primi anni Novanta, che non permise analisi più dettagliate sul DNA.

Ventitré anni dopo, martedì 9 gennaio del 2018, la polizia ha finalmente annunciato di aver individuato nello stupratore seriale James Edward Webb l’aggressore dell’attivista, grazie alle moderne tecniche di analisi del DNA.

La notizia è stata accolta dalla protagonista di questa triste storia con un pianto liberatorio, ma i ricordi non potranno mai essere cancellati.

Webb attualmente sta scontando 25 anni di prigione per aver stuprato altre dieci donne, tra gli anni settanta e i novanta.

Ora, alla vittima, resta solo l’amaro sapore di una vittoria sofferta.

Era una giornata come tante, nel verde Prospect Park di New York, in quel lontano 1994. Una giornata che ha segnato la vita di una ragazza.

#IrmaSaracino